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Il “Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali” è stato istituito con il Decreto n. 17070 del 19 novembre 2012, relativo all’istituzione dell’Osservatorio Nazionale del Paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali (ONPR). Il Registro nazionale è stato costituito al fine di raccogliere le candidature, provenienti dagli Enti interessati su tutto il territorio nazionale, che soddisfino determinati requisiti di ammissibilità, quest’ultimi approvati in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni. Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali si occupa quindi di identificare e catalogare nel Registro “i paesaggi rurali tradizionali o di interesse storico, le pratiche e le conoscenze tradizionali correlate”, definendo la loro significatività, integrità e vulnerabilità, tenendo conto sia di valutazioni scientifiche, sia dei valori che sono loro attribuiti dalle comunità, dai soggetti e dalle popolazioni interessate. A seguito dell’iter di verifica dei requisiti di ammissibilità espletato dall’ONPR, con decreto a firma del Ministro, contenente la menzione che esplicita i motivi del riconoscimento, sono iscritti nel Registro i paesaggi rurali, le pratiche agricole e le conoscenze tradizionali.

Il Comune di Trequanda ha ritenuto di avere le caratteristiche per poter inserire il proprio paesaggio all’interno del Registro nazionale, e già nel 2016 ha iniziato il lungo percorso di candidatura. Il paesaggio agrario del territorio comunale di Trequanda, infatti, costituisce un importante esempio del paesaggio tradizionale olivicolo della campagna senese in cui convivono sia aree olivicole, sia importanti esempi dell’appoderamento mezzadrile, caratterizzati da un ordinamento produttivo misto. L’area denominata “Paesaggio Policolturale di Trequanda” è situata in Valdichiana, al confine tra la Val d’Orcia e le Crete Senesi. Dal punto di vista paesaggistico, storicamente si potevano individuare tre sistemi principali: gli oliveti, i seminativi arborati (generalmente con olivi) e i boschi. Dal punto di vista tecnico, economico e gestionale questi sistemi erano fortemente integrati tra loro, contribuendo, sia pure in modo diverso, all’economia del settore primario: si tratta pertanto di elementi diversi di un mosaico paesaggistico sostanzialmente unitario.

Il percorso di candidatura del Paesaggio Policolturale di Trequanda è stato curato dall’Associazione Nazionale delle città dell’Olio e ha portato alla realizzazione di un corposo dossier di candidatura, che può essere consultato nel sito web della Rete Rurale. Il dossier è stato successivamente utilizzato per una pubblicazione dedicata al Paesaggio Policolturale di Trequanda, la cui versione digitale può essere scaricata gratuitamente a questo link.

Con il decreto di febbraio 2018 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Paesaggio Policulturale di Trequanda è stato ufficialmente inserito nel Registro nazionale, completando così il percorso di candidatura e ricevendo l’investitura ufficiale. Il Comune di Trequanda è stato il primo ente locale in Toscana, e tra i primissimi in Italia, a vedere riconosciuta l’autenticità del proprio paesaggio e la tutela della biodiversità: un valore sempre più raro che è stato ufficialmente certificato e tutelato.