Petroio

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Il pittoresco borgo medioevale arrampicato su un colle, si avvolge a spirale attorno ad un'unica ed antica strada. I resti delle vecchie mura, le antiche case ed i palazzi, le chiese, le scalette che si inerpicano fino al culmine della torre e del case, hanno conservato di Petroio il caldo color biondo dell'arenaria con cui è stato interamente costruito.
La sua origine è Etrusca come testimonia il nome, derivante dall'antico Petruni, ed i reperti archeologici rinvenuti nel territorio. Nei documenti più antichi figura con il nome di "Castro Pretorio". In una bolla concistorile degli annali Camaldolesi del 1180, viene nominato come Pretorio.
Anche Petroio è stato insieme a Trequanda, uno dei possedimenti dei Signori Cacciaconti della Scialenga e sottoposto poi all'autorità della Repubblica di Siena . Il Borgo diventò feudo prima dei Salimbeni verso la fine del XIV° sec. e poi dei Piccolomini Bandini ed alla caduta della Repubblica di Siena passò sotto il Granducato di Toscana.
Se ci si affaccia dal muretto che costeggia la strada, sulla sinistra prima di entrare nel Paese, si può vedere in basso la piccola Chiesa di Sant'Andrea, sede dell'antico Spedale. Della porta di accesso resta una croce scolpita dai Templari e dell'antica cinta muraria, alcune torri sbassate.
Proseguendo il cammino , dopo la fabbrica di terrecotte con la vecchia ciminiera, si incontra la Chiesa romanica di San Giorgio, la più antica di Petroio, in cui sono custodite tele del XVII° e XVIII° sec. Si arriva così al rigoroso Palazzo Pretorio, oggi sede del Museo della Terracotta appartenente al circuito del sistema Museale Senese.
Sulla Piazzetta omonima si trova la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, nella quale è custodita una tela ad olio del pittore senese Rutilio Manetti raffigurante l'Ascensione ed una pregevole tela del pittore senese Taddeo di Bartolo avente ad oggetto la Madonna col Bambino. La strada a Spirale termina al sommo del borgo dirimpetto alla Torre Civica, in grossi blocchi di tufo squadrati, e al Cassero - XII° sec. - prima abitazione dei signori Cacciaconti.
Al termine della scala d'accesso si trova la piccola statua in terracotta ad effige di Bartolomeo Garosi detto il Brandano , famoso ed eccentrico predicatore medioevale. La caratteristica del paese è l'uso ornamentale degli originali e preziosissimi manufatti in terracotta , tutt'ora prodotti dagli artigiani : cani vigilanti, leoni, pigne , vasi ed anfore, orci, edicole sacre , balconi, grondaie e comignoli.
Bellissima la vista sul paesaggio di boschi , vigne , campi e filari di cipressi. I profili di Pienza, Montalcino e dell'Amiata, si aprono nella superba panoramica che da Petroio porta a Castelmuzio. Passeggiata che al tramonto diventa veramente memorabile.